venerdì 25 novembre 2022

Incontro con Vera Gheno

Oggi abbiamo avuto il piacere di dialogare con una importante studiosa di sociolinguistica, la scrittrice Vera Gheno. L'incontro, che si è tenuto in modalità on line sulla piattaforma Google Meet, si è svolto all'interno del progetto "Lo struzzo a scuola" della casa editrice Einaudi, che prevede la lettura di un libro da parte degli alunni e il successivo confronto con l'autore. In questa circostanza gli studenti si sono cimentati nella lettura del libro "Le ragioni del dubbio", saggio nel quale la scrittrice affronta tematiche legate all'utilizzo del linguaggio, soprattuto nei social, e in cui consiglia come utilizzare le parole al massimo della loro efficacia basandosi su alcuni principi fondamentali come il dubbio, la ragione, la riflessione e il silenzio.
La conferenza è stata entusiasmante, i ragazzi hanno partecipato con vivo interesse, presentando i loro contributi (podcast, recensioni critiche, ecc., che in seguito pubblicheremo nel nostro blog), mostrando le loro curiosità e ponendo i loro interrogativi, frutto delle riflessioni emerse durante la lettura, cui l'autrice ha risposto in modo gioviale e esaustivo.



L'evento letterario è stato organizzato dalla Biblioteca scolastica del De Sanctis-Deledda nelle persone della Professoressa Stefania Mascia e dall'Assistente Tecnico Bianca Lecca e si è svolto nel laboratorio digitale  e nelle sale della Biblioteca della sede di via Cornalias.  

Un grazie particolare va alle classi e ai docenti che hanno preso parte all'evento: 
la 4N dell'indirizzo Biotecnologico-sanitario, la 5H, la 4J, la 4I, la 4G e la 3F dell'indirizzo Scienze Umane, la professoressa Lusci Rosanna, la professoressa Cinzia Asuni, la professoressa Sabrina Figus, la professoressa Franca Rita Porcu, il professor Giovanni Deriu e la professoressa Simona Pirosu.

Attendiamo con gioia di poter accogliere l'autrice nella nostra scuola a maggio.

martedì 15 novembre 2022

 

Logo 

 

 venerdì 25 novembre 

 Vera Gheno 

dialogherà con  studentesse e studenti su

 

 

 

Fermiamoci a pensare !!!!

 

lunedì 5 settembre 2022

Meninas Cartoneras : “Amores (des) plegados”

 Sempre con colpevole ritardo presentiamo il libro  “Amores (des) plegados” di Elisabetta Spano, la nostra cara prof. che tanto portiamo nel cuore; da tempo Elisabetta collabora con la casa editrice  Meninas Cartoneras che pubblica i libri utilizzando copertine di cartone o altro materiale riciclato facendo di ogni pubblicazione un esemplare unico.

Amores (des) plegados è una raccolta di racconti brevi, che parlano di amori diversi che si dispiegano e si aprono al mondo in tutti loro stati e  forme .....

A questo link è possibile leggere una breve intervista all'autrice e una descrizione delle attività e delle finalità di Meninas Cartonera : https://othersouls.it/2021/05/elisabetta-spanu/

 




 Questa è la nostra copia !!!!

giovedì 1 settembre 2022

Premio Alfredo Rampi edizione 2021 : vince il racconto della nostra prof.ssa Elisabetta Spanu

 Finalmente dopo un colpevole ritardo mostriamo orgogliosamente il video della premiazione e della lettura del raccconto "Insediamenti amorosi" scritto dalla nostra docente Elisabetta Spanu che, anche se in pensione, è sempre vicina a noi e alla nostra scuola. Il racconto ha partecipato al premio letterario Alfredo Rampi ed. 2021" Più in là - Oltre la resa" bandito in occasione del 40° anniversario della nascita della Associazione Centro Alfredo Rampi ONLUS, e classificandosi al 1° posto nella sezione adulti 12-99 anni. Il testo è  rielaborazione e narrazione di episodi accaduti a scuola  di cui siamo stati partecipi con entusiamo e trepidazione e che l'autrice  ha vividamente rappresentato nel testo.

Il racconto è  inserito nell'Antologia  "Più in là" Premio Alfredo Rampi - Mauro Pagliai Editore che raccoglie tutte le opere vincitrici del concorso.

Per altr informazioni visitare il sito : https://www.centrorampi.it/

 

 
 
 Insediamenti amorosi

La professoressa viaggiava a ritmo sostenuto per arrivare a destinazione ad un orario ragionevole. Cambiava meccanicamente le marce e ascoltava musica un po’ datata, ma il suo pensiero tornava e ritornava a quell’ultimo anno scolastico. Dopo quarant’ anni passati dietro una cattedra, presumeva di capire i suoi alunni con un solo sguardo, di prevederne ogni reazione e ogni stato d’animo; ne sfruttava la curiosità innata e ne approfittava per introdurre le sue lezioni di filosofia. Da subito aveva capito che l’unico modo di coinvolgerli era parlare d’amore: gli adolescenti andavano pazzi per quell’argomento. In virtù di questo si era inventata lo stratagemma degli stati amorosi, sperando, se non proprio di proteggerli dalle avversità future, almeno di abituare quei ragazzi e quelle ragazze a convivere con il concetto di amore variegato, in movimento. Spiegava - infervorata di amore fluviale in cui tutto scorre e niente è più come prima – il panta rei in Eraclito; parlava di amore ferroviario in cui si doveva scendere e cambiare stazione, e introduceva il Seicento; discettava di amore marino, i cui flutti si agitavano in superficie e che le serviva come pretesto didattico per esporre il “carattere” del Settecento. Insomma, una casistica di amori dinamici che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto spingere gli alunni a riflettere e a raccontarsi.  Il problema era quando si arrivava all’ amore romantico e lei doveva spiegare, senza pietà, che quello era un costrutto culturale ottocentesco, e che l’amore unico, eterno e assoluto era solo una pia illusione. Le sue affermazioni suonavano terribili, vedeva sempre lo sgomento e la delusione dipingersi sul viso dei suoi studenti-cuccioli. Le facevano una profonda tenerezza quando coglieva la loro speranza segreta che lei si stesse sbagliando, di poter continuare a trastullarsi con eternità e assolutismo. Altro che costrutto!

Così era andata avanti, per quarant’ anni, con la presunzione di saperla lunga.

Certo, si era dovuta adattare e riadattare. Era entrata in classe con una penna Bic e si era ritrovata con un registro elettronico e un tablet in mano a combattere con i cellulari: le nuove maledizioni amorose. I suoi alunni non si raccontavano più, messaggiavano su uno schermo, sbiancavano di colpo e chiedevano, in lacrime, di uscire, dissimulando goffamente l’arida fine di un amore in diretta schermo. E lei, che li prendeva affettuosamente un po’ in giro, aveva capito che era una battaglia persa, che i ragazzi non avrebbero mai fatto a meno di quel gingillo, neanche sotto minaccia di tortura didattica. Lo avrebbero sempre tenuto tra le mani, cercando di nasconderlo e di imbrogliarla, o avrebbero sbirciato nella tasca dello zaino per leggere l’ultimo messaggio arrivato. Nessun regolamento li avrebbe fermati.

Così era dunque stato, prevedibile come il sorgere del sole... e iniziava a spiegare Hume.

Sino a Michele, il suo alunno più bislacco, problematico, uscito a metà da un manuale di pedagogia inclusiva e dal libro Cuore. Ci aveva messo un anno per vedere gli occhi di Michi, che portava la visiera del berretto calata sino al naso. Solo al secondo anno si era tolto il berretto. Al terzo aveva cominciato vagamente a fidarsi di lei e a mostrarle i suoi disegni. Al quarto, finalmente, aveva iniziato a scendere in giardino con la collega di sostegno e a innaffiare le rose bianche. Sembrava sereno, ma proprio nel giardino della scuola si era scatenato il temporale ormonale della sua difficile età, e Michele si era innamorato di Viola, alunna di quinta liceo, gentile fino al midollo ma attenta a non regalare a nessuno vaghe illusioni. Michele, pur consapevole che la fanciulla sarebbe sparita presto dalla sua vita, era pazzo di lei. Arrossiva quando pronunciava il suo nome, le regalava rose bianche e le scriveva poesie. Il tutto, contenuto nei termini di una relazione cavalleresca da amor cortese che lasciava attonito il corpo docente. Come previsto, Viola si era maturata, gli aveva affettuosamente regalato una foto scattata alla festa di fine anno ed era partita per la sua strada. Michele era quindi arrivato in quinta con la foto stropicciata in tasca e con un’unica richiesta: sedersi al posto che aveva occupato Viola l’anno prima. Era stato accontentato e quella sedia era diventata un lavoro di intaglio, con nomi e fiori incisi sul legno. Del resto, Michele si era sempre espresso attraverso i disegni. Tra un nome inciso e un fiore reciso, era arrivato anche lui all’Esame di Stato e, a quel punto, la professoressa e le sue colleghe avevano deciso di fargli un regalo. Era stato un percorso faticosissimo, per cinque lunghi anni, ma Michi era un lampante raro caso di successo scolastico, e le docenti leggevano gratitudine nei suoi occhi. Gratitudine a cui non erano abituate. Avevano coinvolto la signora Tina, una delle bidelle. Tina era una figura anacronistica, da anni Sessanta, col suo bicchiere di acqua e zucchero usato come panacea per tutti i mali. Aveva preso a cuore il caso di Michele. Toccava a lei domandargli cosa desiderasse, mentre loro, le professoresse, insediatesi in sala docenti, trafficavano con scartoffie in attesa di sapere che cellulare sognasse Michele, visto che non aveva mai potuto averne uno.

La signora Tina era tornata dalla missione con gli occhi lucidi, stupefatta. Un desiderio ce l’aveva, Michele, ma non era un gadget tecnologico: era la sedia! Il ragazzo voleva continuare a sedersi sulla sedia di Viola!  Come aveva potuto essere così cieca? Si erano imprevedibilmente sbagliate tutte e proprio lei, la professoressa di filosofia, quella del dubbio metodico, non era riuscita ad andare oltre, e aveva dato tutto per scontato. Era stata miope ed ora si trovava di fronte ad un vero dilemma morale, non ad una semplice colletta per un maledetto cellulare. Mai e poi mai sarebbero state autorizzate a regalare una sedia dello Stato ad un alunno. Era burocraticamente impossibile, e neanche potevano sostituirla, personalizzata com’era da tutte quelle incisioni. E quindi?

Semplice: l’avrebbero rubata! Sarebbero andate oltre.

Avevano architettato il furto con precisione matematica e, durante la festa di fine anno, approfittando della confusione generale e con la complicità del paninaro della scuola, l’avevano caricata sul furgone delle merende. Era poi toccato alla docente di filosofia portarla in paese, a casa di Michele, infiocchettata di rosso. Michele non si aspettava quel dono. L’aveva guardata commosso e le aveva detto: “Grazie professoressa! A volte l’amore deve aspettare seduto”.

Lei se n’era andata fra le lacrime.

Lei, che pensava di sapere già tutto, aveva imparato dal suo alunno che si poteva sempre andare più in là e che, all’occorrenza, una rispettabile docente poteva perfino diventare una ladra di sedie. Arrivò a destinazione, aprì il bagagliaio e tirò fuori tutto l’armamentario. Si trascinò sino alla riva, aprì la sua seggiola e lanciò la canna da pesca.

Finalmente poteva sedersi e aspettare, in pace e amore con il mondo, pronta per andare in pensione.

 
 

 

martedì 28 giugno 2022

TG HOPE

Il TG Hope è un progetto realizzato dalla classe 1I del Liceo delle Scienze Umane De Sanctis-Deledda all'interno del percorso di Educazione Civica. Ogni aspetto del telegiornale  -servizi, riprese video, montaggio, sigla e titolo- è stato curato dai ragazzi e dalle ragazze. I servizi riprendono e sviluppano notizie vere, immaginando come si evolvono da qui al 2038, data in cui va in onda il TG.

Il servizio sul mind uploading parte dalle ricerche che si stanno facendo in alcuni laboratori americani in cui si sperimenta il trapianto del cervello su un automa; quello intitolato "Jurassic Park diventa realtà" prende spunto dagli esperimenti attualmente in corso che vogliono resuscitare i dinosauri. Il servizio sportivo è dedicato al futnet, uno sport nuovo che combina calcio e tennis. La classe immagina che nel 2038 si svolga il primo campionato di futnet e che faccia giocare insieme maschi e femmine nella stessa squadra.

Il servizio sul mind uploading è stato girato all’interno della mostra House of Robotics, allestita  da Opificio Innova nelle sale della Manifattura Tabacchi.

Il progetto, coordinato dalla prof.ssa Franca Rita Porcu, è stato diretto dalla giornalista televisiva Alessandra Addari, che ha guidato i ragazzi nella costruzione  della struttura del telegiornale e nella composizione dei servizi.

 

venerdì 10 giugno 2022

Premiazione vincitrici del Primo Concorso sulle Poesie Dorsali

 Il 9 giugno nell'aula della Biblioteca Innovativa si sono svolte le premiazioni delle vincitrici del Primo Concorso sulle Poesie Dorsali della nostra scuola. 

Congratulazioni a Sofia Fulghesu (prima classificata), Chiara Atzori (seconda classificata), Alessia Sardara, Sofia Virdis e Chiara Zazzaro (terze classificate a pari merito). 

Grazie a tutti e a tutte coloro che hanno permesso la realizzazione di questo concorso, che hanno partecipato con la creazione delle poesie e con la votazione sul nostro BLOG . 

L'appuntamento sarà per l'anno prossimo con la seconda edizione. 

Vi aspettiamo numerosi!!!


mercoledì 1 giugno 2022

Vincitrici del Concorso sulle Poesie Dorsali

Siamo lieti di annunciarvi le vincitrici del concorso sulle poesie dorsali: 

Prima classificata: Fulghesu Sofia 5°F

Seconda classifica: Atzori Chiara 5°F

Terze classificate a pari merito: Sardara Alessia 5°F, Virdis Sofia 2° H, Zazzaro Chiara 2°H

La premiazione delle alunne avverrà mercoledì 8 giugno alle ore 9.20 nell'aula della Biblioteca Innovativa.

Congratulazioni alle vincitrici e grazie a tutti coloro che hanno partecipato. 

martedì 24 maggio 2022

Poesie dorsali : Simona Pirosu


 La cercatrice di corallo
Il cavaliere insonne
giocando con l'infinito
davanti all'immagine
La porta proibita
Il sentiero dei profumi
Il rifugio
Un indovino mi disse
Io posso
Se non ora, quando?
Simona Pirosu

Poesie dorsali : Simona Pirosu


 I centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Il processo
Per 10 minuti
Arrivano i pagliacci
L'eroe discreto
assassino senza volto
Non avrò più paura
Adesso
Simona Pirosu




lunedì 23 maggio 2022

Poesie dorsali : Sara Pregio

 
Buio
Storia del nuovo cognome
l'amore è un dio
ti prendo e ti porto via
cose che nessuno sa
passeggeri notturni
un posto anche per me
il vagabondo delle stelle 
lettera a un bambino mai nato
Sara Pregio

 

Poesie dorsali : Mattia Cannas 2

 


Inquietudine
 
 
Quando eravamo orfani

Notturni.

I figli della mezzanotte

Inseguendo un'ombra

Sulla faccia della terra.

Il piano Infinito,

Il silenzio,

All'ascolto

L'oracolo

"Delle" cime tempestose.

Mattia Cannas

Poesie dorsali : Mattia Cannas

 

 

 Andati per futili motivi

Il piano Infinito

La zona cieca,

Il mare infinito dell'indifferenza.

All'ascolto

Il silenzio.

i nostri antenati

dormono sulla collina.

Mattia Cannas

Poesie dorsali : Alessia Sardara


L'altra verità
Per sempre
Sembrava bellezza
L'ira di Venere
Lo stupore della notte
Venuta al mondo
Prima di dirti addio

Alessia Sardara classe 5F

 


Poesie dorsali : Gaia Poddighe


 La radice del pianto
Sembrava bellezza
Gaia Poddighe classe 5F

Poesie dorsali : Sara Pau


 La bestia umana
Cara signora America
Una vita diversa

Sara Pau classe 5F

Poesie dorsali : Noemi Basso


 Cose che nessuno sa
Morire per una notte
Nero riflesso
La tua ombra sta ridendo
Noemi Basso classe 5F

Poesie dorsali : Chiara Zazzaro


 Il giorno del giudizio
tra passato e futuro
sul filo della memoria
 
 Chiara Zazzaro 2H

Poesie dorsali: Chiara Atzori 5F

 



Come un romanzo
Per voce sola
Una vita diversa
Più lontana della luna
Non ti muovere
Velocemente da nessuna parte
Io non ho paura

Chiara Atzori classe 5F