Questa è la storia di Enaiatollah Akbari, una storia che sembra incredibile anche perchè è vera. Lui è un bambino afghano che, all'età di cinque/sei anni, è costretto a lasciare il suo paese, Nava, e la sua famiglia, perchè i "datori di lavoro" del padre, morto mentre trasportava un carico di merce, lo vogliono prendere come risarcimento. La madre lo vuole salvare e lo porta lontano, dove lo saluta lasciandogli delle raccomandazioni importanti: non dovrà rubare, non dovrà drogarsi e non dovrà usare armi. Così inizia la storia di Enaiatollah, che deve crescere in fretta, perchè per mangiare deve lavorare e imparare a difendersi. La località dove lo ha portato la madre è solo la prima di un lungo viaggio, che lo vedrà arrivare in Turchia, in Grecia e infine in Italia, tra traversate in gommone e interminabili viaggi su mezzi di fortuna che lo segnano per sempre. C'è però spazio anche per le belle sorprese, quelle che vengono dalla bontà delle persone: qualcuno si offre di comparagli il biglietto per la nuova destinazione, altri lo vestono e gli offrono del cibo. Fabio Geda, l'autore, si fa raccontare nei dettagli il viaggio, infatti nella narrazione ci sono anche i suoi interventi che danno ancora di più il senso di realismo, perchè, anche se sembra un racconto di avventura, quello di Enaiatollah è un viaggio vero, un viaggio che lo ha fatto diventare grande e consapevole e che farà riflettere chi vorrà leggere la sua storia.
